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  • andrea pianigiani

Libero arbitrio


Secondo una favola moralistica Ercole era solito passeggiare riflettendo sulla vita quando un giorno, a un bivio, incontrò due bellissime donne che raffiguravano la Virtù ed il Vizio. Mentre la prima esprimeva purezza e dignità, la seconda appariva superba e voluttuosa. Proprio quest’ultima gli mostrò una strada semplice, promettendogli una vita ricca di gioia e piacere e priva di sofferenze. L’altra, invece, gli indicò una via ripida e sassosa, difficile da percorrere ma che prevedeva alla fine un’alta ricompensa, in quanto gli Dei non concedono nulla senza fatica, non esiste vittoria senza lotta o raccolto senza semina. In questi giorni di pandemia ci viene chiesto uno sforzo: rinunciare oggi alla socialità, alle relazioni, alle abitudini, in nome di un domani migliore. Mi chiedo spesso come la psicologia, la psicoterapia possano aiutarci in momenti così difficili. Trasformare un dolore in risorsa non è cosa da poco, ma cambiare la “destinazione d'uso” in certi casi diventa evolutivo. Il nostro bivio allora ci mostra due sentieri. Ci possiamo arroccare ed imprecare su cosa abbiamo perduto, su ciò che ci manca, bramando un ritorno al tempo che fu oppure, potremo approfittare di questa “crepa” per guardare bene dentro di noi e scorgere la vera natura dei nostri desideri, delle nostre aspirazioni, del nostro libero arbitrio. Per dirla come Spinoza: “Tale è questa libertà umana, che tutti si vantano di possedere, che in effetti consiste soltanto in questo: che gli uomini sono coscienti delle loro passioni e appetiti e invece non conoscono le cause che li determinano”.

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